(Convertito in e-text da amore.eterno)
Note sulla natura del 'Piano Astrale'. [1]
1) Cosa sono gli Esseri 'Astrali' o 'Spirituali'?
L'uomo è uno di essi: è un caso in cui una coscienza assume
forma sensibile.
Microcosmi ed elementari. Forse un elementare (per es. un cane)
ha una concezione cosmica in cui esso è un microcosmo e un uomo
incompleto. Non vi è modo di stabilirlo, come nel caso delle
specie di spazio. [2]
Analogamente, la nostra materia grossolana può apparire irreale
a Esseri rivestiti di materia sottile. Perciò la scienza
considera 'errore' le percezioni volgari. Non possiamo percepire
nulla che non rientri nella nostra gamma: per esempio, i profumi
concentrati, che sembrano maleodoranti, e i fatti nascosti dal
tempo, come le pale di un ventilatore, che le mosche riescono a
distinguere.
Quindi: non vi è ragione a priori di negare l'esistenza
di intelligenze consce con corpi insensibili. In effetti, noi
sappiamo che esistono altri ordini di menti (mosche, ecc., forse
le piante) le quali pensano per mezzo di strutture cerebrali non
umane.
Ma il problema fondamentale della Religione è questo: Esiste
un'intelligenza preterumana, dello stesso ordine della nostra,
che non dipenda da strutture cerebrali consistenti di materia nel
senso volgare della parola?
2) 'Materia' include tutto ciò che può muoversi. Perciò, le
onde elettriche sono 'materia'. Non c'è ragione di negare
l'esistenza di Esseri che percepiscono con altri mezzi le forze
sottili che noi percepiamo soltanto per mezzo di strumenti.
3) Noi possiamo influenzare altri Esseri, consci o no, come fanno
i domatori di leoni, i giardinieri, ecc.; e siamo influenzati da
essi, per esempio dai temporali, dai bacilli, ecc.
4) Esiste un evidente abisso tra i nostri sensi e le loro
corrispondenze nella coscienza. La teoria ha bisogno di un mezzo
per unire materia e spirito, come un tempo la fisica aveva
bisogno di un 'etere' per trasmettere e trasmutare le vibrazioni.
5) Possiamo considerare tutti gli esseri come parti di noi, ma è
più comodo considerarli indipendenti. Il nostro criterio di
'Verità' è la Massima Convenienza. [3] Quindi possiamo riferire
i fenomeni psichici alle intenzioni di Esseri 'Astrali', senza
comprometterci con una qualche teoria. La coerenza è l'unica
qualità che si esige da noi.
6) La Magia ci consente di ricevere impressioni sensibili di
mondi diversi dall'universo 'fisico' (come viene generalmente
inteso dalla scienza profana). Questi mondi hanno le loro leggi;
i loro abitatori hanno spesso intelligenza quasi umana; esiste
una serie precisa di relazioni tra certe nostre 'idee' e le loro
espressioni, e certi tipi di fenomeni (Quindi i simboli, la
Cabala, ecc. ci consentono di comunicare con chi vogliamo).
7) Gli Esseri 'Astrali' possiedono una conoscenza e un potere di
genere diverso dal nostro; il loro 'universo' è presumibilmente
di tipo diverso, sotto certi aspetti, dal nostro (La nostra idea
'osso' non è identica a quella che ne ha un cane; un miope vede
le cose diversamente da un uomo dotato di vista normale), E' più
comodo presumere l'esistenza oggettiva di un 'Angelo'
che ci dona nuova conoscenza, piuttosto che ritenere che la
nostra invocazione abbia ridestato in noi un potere supernormale.
Episodi come quielli di 'Calderazzo' [4] e di 'Giacobbe' [5]
rendono l'argomento anche più persuasivo.
8) La Cabala traccia le mappe di noi stessi per mezzo di una
convenzione. Ogni aspetto di ogni oggetto può quindi venir
riferito all'Albero della Vita ed evocato mediante le chiavi
appropriate.
9) Il Tempo e lo Spazio sono forme mediante le quali noi
otteniamo immagini (distorte) delle Idee. Le nostre misure del
Tempo e dello Spazio [6] sono convenzioni grossolane e
differiscono grandemente per Esseri diversi (L'hashish dimostra
come può variare una stessa mente).
10) Possiamo ammettere che ogni aspetto di ogni oggetto o idea
può venirci presentato in una forma simbolica, la cui relazione
con il suo Essere è irrazionale (Quindi, non esiste un nesso
razionale tra il vedere battere una campana e l'udirne il
tintinnio. La nostra nozione di 'campana' non è altro che una
personificazione delle impressioni che essa impone ai nostri
sensi. E il nostro potere di fare una campana 'su ordinazione'
comporta una serie di corrispondenze tra vari ordini della natura
esattamente analoga alla Magia, quando otteniamo una Visione di
Bellezza mediante l'uso di certi colori, forme, suoni, ecc.).
11) Gli Esseri 'Astrali' possono perciò venir definiti nello
stesso modo degli 'oggetti materiali'; essi sono le Causa Ignote
di vari effetti osservati. Possono appartenere a qualunque ordine
dell'esistenza. Noi diamo una forma fisica e un nome a una
campana, ma non al suo tono, benché in ciascun caso noi non
conosciamo altro che le nostre impressioni. Ma registriamo i
suoni musicali secondo una speciale convenzione. Possiamo quindi
chiamare 'Ratziel' una certa serie di qualità, o descrivere come
'saturniana' un'impressione, senza pretendere di sapere cosa
siano in realtà. Ci basta sapere come fabbricare una campana che
sarà gradita al nostro orecchio, e come evocare uno 'spirito'
che ci dirà cose nascoste alle nostre facoltà intellettuali.
12) a) Ogni oggetto può essere considerato dotato di una 'forma
astrale', sensibile per le nostre percezioni sottili. Questa
'forma astrale' sta alla sua base materiale come il nostro
carattere umano sta al nostro aspetto fisico. Possiamo immaginare
tale forma astrale; per esempio, noi possiamo 'vedere' un
barattolo d'oppio come una donna seducente dal sorriso crudele,
esattamente come vediamo, nel viso di un uomo astuto e disonesto,
i lineamenti di un animale, per esempio una volpe.
b) Possiamo scegliere qualunque proprietà particolare di
qualunque oggetto, e darle una forma astrale. Quindi, possiamo
prendere i pericoli insidiosi di una montagna e personificarli
come 'troll', o le energie distruttive del simun e personificarle
come 'jinn'.
c) Possiamo sintetizzare qualunque serie di simboli, ottenendo
una forma più generale. Perciò possiamo raggruppare vari tipi
di spiriti della terra sotto il nome di gnomi.
e) Tutti questi possono venire attribuiti all'Albero della Vita,
e trattati di conseguenza.
f) Il Mago può preparare un corpo sensibile per ognuno di questi
simboli, ed evocarli con riti appropriati.
13) La 'realtà' od 'oggettività' di tali simboli non riguarda
la presente discussione. Le idee di X^4 e di {radice di}-1 si
sono rivelate utili al progresso della matematica verso la
Verità; non si tratta di discutere se 'esiste' una Quarta
Dimensione o se {radice di}-1 ha un 'significato nel senso in cui
lo ha {radice di}4, il numero di unità nei lati di un quadrato
di 4 unità.
Il Piano Astrale, reale o immaginario, rappresenta un pericolo
per chiunque lo affronti senza il granello di sale contenuto
nella Saggezza del punto di vista appena esposto; per chi ne
infrange le leggi, volutamente, per noncuranza, per ignoranza, o
nella presunzione che il loro carattere psicologico le differenzi
dalle leggi fisiche intese nel senso più ristretto; o per chi
abdica alla propria autonomia, partendo dalla convinzione che la
natura più sottile dei fenomeni astrali garantisca la loro
autorità e la loro integrità.
14) La varietà del carattere generale dei 'piani' dell'essere è
indefinitamente grande. Ma vi sono parecchi tipi principali di
simbolismo corrispondenti alle forme della rappresentazione
plastica stabilite dalle menti dell'Umanità. Ognuno di questi
'piani' ha aspetti,abitatori e leggi proprie: sono casi speciali
del teorema generale. Notevoli tra tutti sono il piano 'Egizio',
che si conforma alle idee e ai metodi della Magia un tempo in
voga nella valle del Nilo; il piano 'Celtico', strettamente
affine al 'Mondo Fatato', con un Panteismo pagano che ne
costituisce la nota fondamentale, celata talvolta dalla
nomenclatura cristiana; il piano 'Alchemico' dove la Grande Opera
è spesso rappresentata sotto forma di panorami costruiti
simbolicamente, occupati da animali semiaraldici e da tipi umani
distinti geroglificamente, che svolgono le operazioni misteriose
dell'Arte Ermetica.
Vi sono anche i 'piani' della Parabola, della Fiaba e del
Folklore; insomma, ogni paese, ogni fede, ogni letteratura ha
impresso il suo caratteristico modo di rappresentazione su
qualche 'piano'.
Ma vi sono 'piani' propri di ogni chiaroveggente che esplora la
Luce Astrale senza pregiudizi; in tal caso, le cose assumono la
forma della sua mente e la sua percezione sarà chiara
proporzionalmente alla sua purezza.
Sui piani più elevati la diversità della forma, dovuta alla
grossolanità, tende a scomparire. Perciò la Visione Astrale di
'Iside' è estremamente diversa da quella di 'Kali'. L'una è la
Maternità e la Saggezza, indicibilmente sincera, limpida e
amorosa; l'altra è l'Assassinio e la Follia, ebbra di sangue,
obnubilata dalla bramosia e crudelissima. L'unico legame tra loro
è il simbolo-Donna. Ma chiunque faccia un Samadhi su Kali
ottiene la stessa Illuminazione che avrebbe ottenuto se si fosse
trattato di Iside; perché in entrambi i casi egli consegue
l'identità con la Quintessenza dell'Idea-Donna, non celata dalle
qualità con le quali l'ammantarono rispettivamente gli abitatori
della Valle del Nilo e della Valle del Gange.
Quindi, nei gradi inferiori dell'iniziazione, l'esperienza
astrale scatena dispute dogmatiche: come quando san Giovanni
distingue tra la Cortigiana BABALON e la Donna vestita di Sole,
tra l'Agnello che viene ucciso e la Bestia 666, la cui ferita
mortale è sanata; e non comprende che Satana, il Vecchio
Serpente, nell'Abisso, il Lago di Fuoco e di Zolfo, è il
Padre-Sole, vibrazione della Vita, Signore dello Spazio infinito
che fiammeggia della Sua Energia Divoratrice ed è anche quella
Luce in trono, il cui Spirito è soffuso nella Città di Gemme.
Ogni 'piano' è un velo del 'piano' che gli sta sopra; le Idee
individuali originarie si diversificano quando esprimono i loro
elementi. Due uomini che hanno idee pressoché identiche su un
argomento scriveranno su di esso due trattati completamente
differenti.
15) Il controllo generale del Piano Astrale, la capacità di
trovare in esso la propria strada, di penetrare nei santuari
proibiti al profano, di stabilire con i suoi abitatori relazioni
utili ad acquisire conoscenza e potere o a ottenere servizi, è
tutto questione dei risultati magici generali conseguiti dallo
studente.
Egli deve sentirsi assolutamente a suo agio nel Corpo di Luce, e
deve renderlo invulnerabile. Deve essere esperto nell'assumere
tutte le forme divine, nell'usare tutti i sigilli, le armi, i
gesti, le parole e i segni. Deve conoscere alla perfezione i nomi
e i numi pertinenti all'opera da compiere. Deve essere vigile,
sensibile e pronto a esercitare la sua autorità, e tuttavia
cortese, generoso, paziente e comprensivo.
16) Vi sono due metodi opposti per esplorare il Piano Astrale.
a) Si può prendere un oggetto concreto esistente in Natura e
analizzarlo evocandone la forma astrale, portandolo così
nell'ambito della propria conoscenza e sotto il proprio controllo
mediante l'applicazione delle chiavi della Cabala e della Magia.
b) Si può procedere invocando l'idea voluta e darle corpo
attirando a essa gli elementi corrispondenti che esistono in
Natura.
17) Ogni Mago possiede un Universo Astrale che gli è proprio,
come l'esperienza del mondo di un dato uomo è diversa da quella
di tutti gli altri. Vi sarà una concordanza generica sui punti
principali, ovviamente; perciò il Maestro Therion è in grado di
descrivere le proprietà generali di tali 'piani' e le loro
leggi, come potrebbe scrivere un testo geografico che parlasse
dei Cinque Continenti, degli Oceani e dei Mari, delle montagne e
dei fiumi principali; ma non potrebbe pretendere di esporre tutto
ciò che qualunque contadino sa a proposito della zona in cui
vive. Ma per il contadino, questi piccoli particolari sono gli
elementi più importanti della sua vita quotidiana. Il Mago sarà
grato al Maestro Therion per la Bussola che lo guida nella notte,
la Mappa che amplia la sua comprensione del territorio e gli
mostra il modo migliore di viaggiare, il consiglio relativo ai
Sandali e al Bastone che rendono più sicuro il suo piede, e il
Libro che gli insegna come, spaccando le rocce con un Martello,
può impadronirsi del loro Oro Vergine. Ma il Mago comprenderà
che la sua carriera sulla terra è il suo segno, e che persino il
Maestro Therion altro non è che un suo simile in un'altra valle,
e che egli deve esplorare e sfruttare la sua eredità servendosi
dei propri occhi e delle proprie mani.
Il Mago non deve accettare ciecamente dal Maestro Therion la sua
descrizione del Piano Astrale, le scoperte cabalistiche, gli
insegnamenti di Magia. Possono essere esatte, nel complesso, per
quasi tutti gli uomini; ma non possono essere interamente vere se
non per Lui, perché due artisti non possono dipingere in modo
identico lo stesso oggetto.
Inoltre, anche nei fattori fondamentali, sebbene tali cose siano
la Verità per l'Umanità intera, come si afferma con
disinvoltura, ogni Mago potrebbe essere l'unico uomo per il quale
sono false. La bandiera che appare rossa a diecimila persone non
può forse sembrare verde per un'altra? Inoltre, poiché ogni
uomoe ogni donna è una Stella, ciò che per lui è verde, è
verde veramente: se cedesse alla folla e lo chiamasse rosso, non
spezzerebbe il Bastone della Verità al quale si appoggia?
Perciò ogni uomo che vuole essere un Mago deve esplorare da sé
l'Universo. E' appunto il caso del Piano Astrale, perché i
simboli sono sensibilissimi. Non vi è nulla di più facile che
suggerire visioni, o foggiare fantasmi per assecondare le proprie
idee. E' ovviamente imposibile comunicare con
un'intelligenza indipendente - l'unico vero scopo della ricerca
asrale - se si permette alla propria immaginazione di circondarci
di cortigiani di nostra invenzione. Se uno si aspetta
che le proprie visioni siano simili a quelle del Maestro Therion,
molto probabilmente lo saranno; e se il rispetto per Lui induce
un individuo ad accettare tali visioni per autentiche, ebbene,
costui tradisce la propria anima; le stesse visioni la
vendicheranno. Scomparsa la vera Guida, il veggente si smarrirà
in un deserto di terrori, dove verrà ingannato e torturato;
invocherà il suo idolo, il Maestro Therion, e foggerà nella Sua
immagine un fantasma spaventoso che si befferà di lui, finché
la mente vacillerà e cadrà; e mentre la Follia discende sulla
sua carogna, spalancherà gli occhi per l'orrore nel vedere il
Maestro dissolversi in un'agghiacciante allucinazione, la
'Visione del DEMONE CROWLEY'! [Crowley accettava e respingeva
contemporaneamente l'immagine di se stesso quale ombra maligna
d'ogni uomo, il Demone Crowley. Inoltre, detestava i discepoli
troppo attaccati a lui. Per questo consiglia allo studente di
affidarsi alla sua vera Guida, il Santo Angelo Custode. Cfr. la
frase del Buddha: "Siate voi stessi le vostre lampade"
- NdK.G.] Quindi ricordate sempre, ma soprattutto quando avete a
che fare con il Piano Astrale, che il respiro dell'uomo agita la
Piuma della Verità. Ciò che uno vede e ode è a suo modo
'reale', sia che sia se stesso, o distorto dai desideri, o creato
dalla personalità. Non esiste una pietra di paragone per la
verità; l'autentico Nakhiel non si distingue dall'immagine
dell'idea personale che il Mago si fa di Nakhiel, per quanto lo
concerne. Più si è forti nel creare, e più la Luce Astrale
risponde con prontezza, e coagula creature di questa specie. Tale
creazione non è inevitabilmente un errore; ma costituisce un
altro ramo dell'Opera. Non si può ottenere un aiuto esterno da
fonti interiori. Si devono usare quindi precauzioni simili a
quelle consigliate nel capitolo sulla Divinazione.
Il Mago può continuare per molto tempo a venire
ingannato e lusingato dagli Astrali che egli stesso ha creato o
modificato. La loro naturale sottomissione nei suoi confronti lo
rallegrerà, povero scimmione!
Essi fingeranno di mostrargli misteri meravigliosi,
spettacoli di bellezza e prodigio indicibilmente splendidi; ed
egli tenderà ad accettarli come veri, perché sono immagini di
lui stesso idealizzate dall'immaginazione.
Ma il suo vero progresso si arresterà. Quei fantasmi gli
impediranno di entrare in contatto con intelligenze indipendenti,
le uniche dalle quali può apprendere qualcosa di nuovo.
Egli diventerà sempre più interessato a se stesso,
immaginerà di conseguire un'iniziazione dopo l'altra. Il suo Ego
si espanderà sfrenato, finché gli sembrerà di avere il cielo
ai suoi piedi. Eppure tutto ciò non sarà altro che il suo
sciocco volto Narciso che sorride dallo stagno in cui annegherà.
Un errore del genere sul Piano Astrale - nelle visioni ordinarie
prive di apparente importanza morale - può condurre a gravissime
conseguenze. In primo luogo, gli errori portano fuori strada;
contaminare la propria visione di Giove permettendo che
l'influenza di Venere la distorca può portare a mettersi in
contrasto con Giove in seguito, durante un momento critico della
propria opera.
In secondo luogo, l'abitudine di commettere errori e di non
correggerli fa presto a importi. Chi comincia "scrivendo
Jeheshua con un 'Resh' ", può finire per scrivere
erroneamente il nome dell'Abitatore della Soglia anziché quello
del proprio Angelo.
Infine, la Magia è una Piramide, costruita strato su strato. Il
compito del Corpo di Luce (con la tecnica dello Yoga) ne
costituisce le fondamenta. La valutazione del Piano Astrale deve
essere esatta, perché da essa derivano per analisi gli Angeli,
gli Arcangeli e gli Dei. Bisogna disporre di materie prime pure,
se si vuol preparare una birra pura.
Se si ha una visione incompleta e inesatta dell'universo, come se
ne possono scoprire le leggi?
Perciò, un'omissione o un errore in origine hanno la tendenza a
estendersi ai pianipiù elevati. Supponiamo che un Mago,
invocando il Sole, venisse convinto da un abile spirito di
Saturno che questi è l'Intelligenza Solare cercata, e lo spirito
gli ordinasse di sfuggire l'amore umano per poter conseguire la
Conoscenza e Conversazione del suo Santo Angelo Custode; e
supponiamo che la sua volontà e la natura di quell'Angelo
fossero tali che il punto decisivo della loro Formula fosse
l'Esaltazione Lirica!
A parte i regolari controlli, compiuti sul momento, circa
l'onestà di ogni spirito, il Mago deve tenere un diario
minuzioso di ogni visione, senza omettere alcun particolare; poi
deve assicurarsi che collimi in ogni punto con le corrispondenze
riportate nel Liber 777 e nel Liber D. Se, ad
esempio, scoprisse che, dopo aver invocato Mercurio, la sua
visione comprende nomi i cui nomeri sono marziali, o elementi
tipici dei Pesci, dovrà impegnarsi a fondo per scoprire la fonte
dell'errore, per correggerlo e per impedire che si ripeta.
Ma questi controlli, come è sottointeso più sopra, non
serviranno a scoprire gli inganni da parte di fantasmi creati
dall'interessato. Se l'aura di un individuo non è un
guazzabuglio di simboli confusi e irriconoscibili, quanto più la
visione è autoipnotica e tanto più verrà a soddisfare
agevolmente le esigenze del veggente. Non vi è nulla che gli
crei perplessità o che gli si opponga; si può sempre
stiracchiare la Cabala; il Rosso è quasi Arancio, che in realtà
è una sfumatura del Giallo, e il Giallo è un componente del
Verde che si fonde con l'Azzurro, e che male c'è se appare un
Maligno in Vermiglio anziché un Angelo in Celeste?
La vera prova definitiva della Verità delle visioni è il loro
Valore. L'esperienza più splendida sul Piano Astrale, per quanto
possa essere abbagliante e avvincente, non è necessariamente in
armonia con la Vera Volontà del veggente; oppure, anche essendo
verissima dal punto di vista oggettivo, non è vera per lui,
perché non gli è utile (Non abbiamo detto più sopra che la
Verità non è altro che il Modo più Conveniente di affermare
qualcosa?).
La visione può inebriare ed esaltare il Veggente, può ispirarlo
e fortificarlo in ogni modo, può gettare luce sui misteri più
sacri e nonostante questo può non essere altro che
l'interpretazione dell'individuo fatta a se stesso, la formula
non già di Abramo ma di Onan.
I plastici "Ritratti dell'Artista da giovane" vanno
abbastanza bene per quanti hanno udito l'ammonimento
"Conosci te stesso". Sono addirittura necessari per
favorire quell'analisi della propria natura che il Novizio dell'A.·.
A.·. ha giurato di effettuare. Ma "Amore è la
Legge, amore sotto il dominio della Volontà". E Nostra
Signora Nuit è "divisa per amore, per la possibilità di
unione". Questi miraggi-specchio non sono quindi Opere di
Magia, secondo la Legge di Thelema: la vera Magia di Horus
richiede l'unione appassionata dei contrari.
Ora, la prova che si è in contatto con un'entità indipendente
è data da una sensazione che dovrebbe essere inconfondibile, se
si è in buona salute. Non si dovrebbero scambiare le proprie
impressioni per quelle di un altro! Solo l'inguaribile vanità
dell'uomo induce il 'Gaudente Smarrito' dell'Astrale o il mistico
a confondere il proprio balbettio di ubriaco con la voce
dell'Altissimo.
L'essenza della giusta sensazione consiste nel
riconoscimento della realtà dell'altro Essere. Di regola vi
sarà qualche elemento di ostilità, anche quando la reazione è
di simpatia. Il 'compagno della propria anima' non viene
riconosciuto per ciò che è, al primo contatto.
Si deve perciò ricordare che ogni vera apparizione sul Piano
Astrale dà la sensazione di incontrare uno sconosciuto. La si
deve accettare per indipendente, sia essa un Arcangelo o un Elfo,
e si deve misurare la propria reazione. Bisogna imparare da essa,
anche se la si disprezza; e amarla, anche se la si detesta.
Nello scrivere il diario, bisogna comprendere che l'incontro ha
causato in noi un cambiamento netto. Si deve aver conosciuto e
sentito qualcosa di estraneo, non aver semplicemente provato un
abito nuovo.
Vi è sempre qualche lieve fitta di dolore in una vera Visione
Astrale; lìIo soffre nel dover ammettere l'esistenza di un
non-Io; e registrare un pensiero nuovo affligge il cervello. Ciò
è vero al primo contatto, anche quando la gioia dell'incontro
gradito cauea esaltazione e stimolo.
La giusa reazione a un Io estraneo ha poi un effetto più
profondo: l'impatto tende invariabilmente a infrangere qualche
complesso nel Veggente. La categoria di idee interessata è
sempre stata incartata, etichettata e messa da parte. Ora è
necessario aprire il pacco, e riordinarne il contenuto. Come
minimo, può rivoluzionare le sue idee, come avviene quando un
vecchio scapolo, dall'esistenza ben pianificata, incontra una
ragazza per una volta di troppo.
Ogni Visione Astrale autentica, persino sui piani inferiori, deve
quindi istruire il Veggente, e prepararlo per l'Iniziazione. Le
visioni che non corrispondono a tali requisiti devono venire
considerate semplicemente come 'esercizi'.
E' opportuna un'ultima osservazione. Nondobbiamo asserire
la 'realtà' o l''oggettività' di un Essere Astrale basandoci
soltanto sulla sensazione soggettiva della sua esistenza
indipendente. Dobbiamo insistere per ottenere prove valide per
tutti gli osservatori qualificati, se vogliamo stabilire la
premessa fondamentale della Religione: l'esistenza di una
Intelligenza Conscia indipendente dal cervello e dai nervi quali
noi li conosciamo. Se possiede anche il Potere, tanto meglio. Ma
noi conosciamo già l'esistenza di forze inorganiche; non abbiamo
prove di una Mente conscia inorganica.
Come può aiutarci in questo il Piano Astrale? Non pasta provare,
come possiamo fare facilmente, le corrispondenze tra Invocazione
e Apparizione. [7] Dobbiamo escludere le coincidenza, [8] la
telepatia, [9] e la conoscenza subconsia. [10] La nostra
Intelligenza preterumana deve comunicare una Verità ignota a
ogni mente umana, passata o presente. Eppure tale Verità deve
essere controllabile.
Esiste un solo documento al mondo che presenti prove capaci di
soddisfare tali condizioni. E' il
LIBER AL vel LEGIS
Il Libro della Legge
di questo Nuovo Eone di Horus, il Figlio Incoronato e
Vincitore, l'Eone il cui Logos è LA BESTIA 666, il cui nome
nell'Ordine Esterno era FRATER PERDURABO.
La natura della prova dell'esistenza separata dell'Intelligenza
preterumana, indipendente dalla forma corporea, è estremamente
complicata. Si possono enumerare in breve le sue principali
suddivisioni.
AIWAZ, così si chiama l'Intelligenza in questione, prova:
a) Il Suo potere di preordinare eventi non connessi con il Suo
scriba, in modo che collimassero con i calcoli personali del
detto scriba.
Per esempio, la Stele che rivela la Teogonia del Libro ricevette
il numero ufficiale 666 nel Museo Boulak. Lo scriba aveva
adottato 666 quale Suo numero magico, molti anni prima. Inoltre,
la Casa magica dello scriba, acquistata molti anni prima, aveva
un nome il cui valore era 418. Lo scriba aveva calcolato 418
quale numero della Grande Opera, nel 1901 e.v. E scoprì che 418
era il numero della sua casa solo perché AIWAZ menzionò il
fatto.
b) Il suo potere di celare un sistema coerente di numeri e
lettere nel testo di un documento scritto in fretta, contenente
enigmi e cifre che si aprivano ad una Chiave sconosciuta allo
scriba, e tuttavia connessa al suo sistema; questa Chiave e le
sue subordinate, inoltre, costituiscono un commento al testo.
Per esempio, "La Parola della Legge è QELHMA"
(Volontà); questa parola ha il valore di 93.
"Amore è la legge, amore sotto il dominio della
Volontà". Amore, Agaph, come Qelhma, dà 93.
Anche AIWAZ ha il valore di 93. [11]
Tutto questo appariva strano allo scriba; eppure anni dopo egli
scoprì la 'Parola Perduta' di uno dei suoi Ordini: anch'essa era
93.
La Parola del Suo Ordine più sacro corrispondeva egualmente a
93. [12] Ora, 93 è tre volte 31; 31 è LA, 'Non', e AL, 'Il' o
'Dio'; queste parole ricorrono in tutto il Libro, conferendo un
doppio significato a molti passi. Un terzo 31 è la lettera
composta ShT: i due geroglifici di Sh e T (vecchi di parecchi
secoli) sono immagini delle 'Dramatis Personae' del Libro; e ShT,
una linea scarabocchiata sul Manoscritto, tocca lettere che
davano la somma di 418, valutando 'questo cerchio quadrato nel
suo fallimento' come p esatto fino al
sesto decimale, ecc.
Ancora: "tu non conoscerai" significa "tu
conoscerai LA"; ed "egli scoprirà la Chiave di
tutto", id est la Chiave AL.
c) Il suo potere di combinare eventi successivi al di là del
controllo dello scriba e dei suoi collaboratori, in modo che
confermassero le affermazioni del Libro. Oppure, al contrario, di
predire tali eventi.
Per esempio, la prima Dona Scarlatta si dimostrò indegna e subì
esattamente le punizioni preannunciate.
Ancora: "uno viene dopo di te; egli scoprirà la
chiave" Costui doveva essere il 'figlio' dello scriba, 'in
modo strano'.
Nove mesi dopo che LA BESTIA 666 ebbe generato un 'figlio' magico
dalla Sua concubina Jane Foster, nacque un 'Bimbo dell'Abisso',
Frater Achad, che affermò il suo diritto a quel grado, e quindi
'venne dopo' LA BESTIA 666, che era stato l'ultimo Adepto a far
questo. E quel 'figlio' era appunto 'uno', poiché 'uno' è il
significato del suo motto Achad. Infine, egli veramente
"scoprì la chiave di tutto" dopo che persino LA BESTIA
non aveva potuto riuscirvi dopo 14 anni di studio.
d) Il Suo potere di concepire e di esprimere in termini concisi
le vere soluzioni dei problemi fondamentali dell'Universo.
Per esempio, le formule di Nuith e di Hadith spiegano l'Esistenza
in termini di Filosofia logico-matematica, per sciogliere le
difficoltà del riconciliare il Dualismo, il Monismo e il
Nichilismo; tutte le antinomie in tutte le sfere; e la Perfezione
Originale con la Manifesta imperfezione delle Cose.
Ancora: "Fai ciò che vuoi", il precetto etico più
sublime e austero mai enunciato, nonostante la sua apparente
licenza, appare all'analisi "tutta la Legge", l'unica e
sufficiente motivazione dell'azione umana, il chiaro Codice della
Rettitudine, l'identificazione del Fato con il Libero Arbitrio e
la fine della Guerra Civile nella natura dell'Uomo mediante il
Canone della Verità, la conformità delle cose rispetto a se
stesse, per determinare ogni suo atto. "Fai ciò che
vuoi" significa ordinare alle Stelle di risplendere, alle
Viti di produrre grappoli, all'Acqua di cercare il suo livello;
l'uomo è l'unico essere in Natura che si sia sforzato di porsi
in contrasto con se stesso.
e) Il Suo potere di interpretare lo Spirito del Nuovo Eone, la
ricaduta delle razze più civili nella barbarie, in un momento in
cui la guerra era considerata impossibile anche dagli uomini più
responsabili.
f) Il Suo potere di comprendere e di controllare questi ordini
diversi di idee e di eventi, dimostrando in tal modo di possedere
mente e mezzi d'azione intelligibili per le capacità umane,
eppure immensamente superiori a esse; di legare il tutto in una
crittografia concisa, dimostrando padronanza dell'inglese, delle
concessioni matematiche e filosofiche, dello splendore poetico e
dell'intera passione, nascondendo nel contempo, nelle lettere e
nelle parole, una cifra complessa comportante la conoscenza di
fatti che in precedenza non esistevano in alcuna mente umana, e
dipendente dal controllo del braccio dello scriba, il quale era
tuttavia convinto di scrivere consciamente sotto dettatura; e di
intessere in un unico motivo i molti fili delle prove di ordine
diverso, così che ogi tipo di mente, purché aperta e giusta,
può avere la certezza dell'esistenza di AIWAZ come un essere
indipendente dal corpo, conscio e individuale, con una mente più
possente di quella umana, e un potere ben al di là di quelli
mossi dalla volontà dell'uomo.
Insomma, Il Libro della Legge prova il primo postulato
della Religione.
Perciò il Mago può avere la certezza che esistono Esseri
Spirituali, e può ricercare la Conoscenza e Conversazione del
suo santo Angelo Custode con lo stesso ardore di FRATER PERDURABO
quando abbandonò tutto - amore, richezza, rango, fama - per
cercarlo. Il Mago deve far questo, o condanna se stesso a venid
sbranato dalle Menadi dei suoi impolsi insensati: non può
salvarsi, a meno che egli stesso sia Bacco! Bacco, divino e
umano! Bacco, nato a Semele da Zeus, l'adultero Signore della
Folgore che estasiò brutalmente la sua vittima virginale! Bacco,
bimbo nascosto all'odio nel santo dei santi, segreto del tuo
genitore, nel Canale delle Stelle, che hai per Anima un Serpente!
Bacco, biforme, uomo-donna, che con la Tua innocenza domi la
Tigre, mentre dalle tue corna il sangue sgocciola sulla tua bocca
e trasforma l'allegrezza del vino nella pazzia dell'omicidio!
Bacco, il Tuo tirso sgocciola linfa; la tua edera gli si
aggrappa; la tua pelle di Leone scivola dalle tue spalle lisce,
scivola dai tuoi fianchi snelli; ebbro della delizia del grappolo
divino, tu non conosci più il peso del corpo e l'afflizione
dello spirito.
Vieni, o Bacco, vieni dall'Oriente; vieni dall'Oriente,
cavalcando l'Asino di Priapo! Vieni con il tuo corteggio
orgiastico di danzatori e di cantori! Chi ti segue, indulgendo
alle risa e ai salti? Vieni, nel tuo nome Dioniso, affinché le
fanciulle possano accoppiarsi con la Divinità! Vieni, nel tuo
nome Iacco, con il ventaglio mistico per agitare l'aria, e ogni
soffio del tuo Spirito ispiri la nostra Anima, affinché ti
generiamo Figli a Tua Immagine!
In Verità e Amen! Il Mago non dimentichi neppure per un secondo
quello che è il suo solo grande compito. Il suo 'io' (così lo
considera, assurdamente) non iniziato è una turba di donne
selvagge, rese isteriche dall'istinto animale, incompreso e
insaziato; esse sbraneranno Penteo, il re solamente umano che
presume di reprimerle; la sua stessa madre, la Natura, sarà la
prima a balzargli alla gola! Soltanto Bacco, il Santo Angelo
Custode, può essere il Dio di questa turba di folli; egli solo
può trasformare la canaglia disordinata in un corteo dagli
armoniosi movimenti, intonare gli ululati da iena in consonanza
con un peana, la rabbia irragionevole in un'estasi controllata.
E' questo Angelo dalla natura doppiamente duplice, che può
partecipare a ogni sacramento. Egli è nel contempo un Dio ebbro
del vino e della terra e il mammifero che beve il Sangue di Dio
per mondarsi della mortalità. Egli è una donna poché accetta
tutti gli impulsi: non sono forse Suoi? Egli è un uomo perché
imprime la sua impronta su tutto ciò che si consacra a Lui. Egli
stringe il Tirso, la Bacchetta, con pigne e rami d'edera;
l'Angelo crea continuamente, inghirlandando la Sua Volontà di
una bellezza eternamente verdeggiante.
La Tigre, simbolo delle passioni brutali dell'uomo, caprioleggia
intorno ai piedi del suo signore; ed Egli cavalca l'Asino di
Priapo; si fa portare dalla sua forza sessuale dovunque Egli vuol
andare.
Perciò il Mago deve avventurarsi sul Piano Astrale con lo scopo
dichiarato di penetrare in un santuario di Esseri disincarnati,
capaci di istruirlo e di fortificarlo, e di provare la loro
identità con testimonianze inconfutabili. Ogni altra spiegazione
è preziosa solo in quanto estende ed equilibra la Conoscenza, o
forse anche perché dona Energia ai Maghi che hanno trovato la
via per giungere alle Fonti della Forza. In tutti i casi, nulla
vale un obolo, se non in quanto serve alla Grande Opera.
Chi raggiunge Intelligenze del tipo in esame può aspettarsi
difficoltà estreme. I sentieri sono custoditi; vi è un leone
sul percorso. L'esperienza tecnica qui non servirà; bisogna
convincere i Custodi del nostro diritto a giungere in presenza
del Signore. Possono venire richiesti particolari impegni,
imposte prove, conferite iniziazioni. Si tratta di cose assai
difficili; il Corpo di Luce deve essere adulto, irrevocabilmente
deciso, o verrà disintegrato all'inizio. Ma, quando è idoneo a
passare attraverso tali esperienze, è indissolubilmente legato
alle sue parole e ai suoi atti. Non può neppure aver l'aria di
infrangere un giuramento, come può fare invece il suo compagno
corporeo.
Questa, dunque, è una descrizione generale del Piano Astrale, e
della retta condotta che il Mago deve tenere nel trattare con
esso.
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1. Dopo attenta considerazione, queste note sono state
lasciate come vennero scritte. Nell'Anno XVII, Sol in Virgo,
Soror Rhodon [L'Anno XVII è il 1921. Soror Rhodon è la
scrittrice Mary Butts. Si veda La Grande Bestia],
novizia dell'A.·. A.·., che a quel tempo
godeva del privilegio di soggiornare in una certa Abbazia segreta
di Thelema, Gli chiese di aggiungere a questo libro un accenno
all'uranografia dei Piani Astrali, scritto in un linguaggio meno
tecnico di quello usato nel Liber 777. Egli, quindi,
buttò giù questi appunti. Elaborarli ulteriormente avrebbe
significato renderli sproporzionati al resto del presente
trattato.
2. Si veda Poincaré, citato infra.
3. I brani a cui ci si riferisce sono i seguenti:
[tralasciati]
Lo studente può consultare The Nature of Truth di H.H.
Joachim, per la confutazione. Ma granp arte di queste
sottigliezze non centra il bersaglio. La verità è il potere di
suscitare una certa reazione ('assenso') in un uomo, in certe
condizioni (vigore, peso, tutte le altre qualità sono egualmente
poteri). Esiste nell'oggetto, latente o manifesta; quindi
sperimentare entrambi altera e non altera i fatti. Questo è
solipsismo, perché noi possiamo essere consci soltanto della
nostra coscienza; eppure non lo è perché la nostra coscienza ci
dice che i cambiamenti sono dovuti all'impatto d'una forza
esterna. La Prima Legge di Newton ne fa una questione di
definizione.
"Cos'è la Verità?", oltre a questo, indaga sulla
natura di tale potere. E' inerenta in tutte le cose, poiché
tutte le possibili proposizioni, e i loro contrari, possono
venire affermate come vere. La sua condizione è l'identità di
forma (o struttura) delle Monadi in questione.
E' necessaria una qualità di mente superiore al 'normale' per
apprezare direttamente 0° = X, ecc., proprio come il
ragionamento di Joachim richiede un punto di vista superiore a
quello d'un boscimano.
4. Si veda, infra, l'origine del Libro 4.
5. Si veda, infra, a proposito di Amalantrah.
6. Si veda il saggio di Poincaré sulla Natura dello Spazio, come
idea inventata da noi per misurare e spiegare il risultato dei
nostri movimenti muscolari.
7. La prova bituale del Maestro Therion consiste nello scrivere
il nome di una Forza su un foglio, nascondendolo; invocare
segretamente quella Forza, mandare il Suo allievo sul Piano
Astrale e fargli attribuire la sua visione a qualche Forza. Poi
l'allievo guarda il foglio: vi è scritta la Forza da lui
nominata.
8. Il romanzo più famoso di Fielding è Tom Jones.
Accadde che FRATER PERDURABO fosse sceso a un albergo di Londra.
Telefonò a un amico di nome Feilding; gli rispose il segretario,
il quale disse che il principale era uscito pochi minuti prima, e
per mettersi in contatto con lui bisognava telefonare a un certo
ufficio della City tra le 11 e le 11 e un quarto. FRATER
PERDURABO aveva appuntamenteo alle 11 con una diva del
music-hall, all'ingresso di un teatro. Per non dimenticarsi,
prese mentalmente nota che, non appena avesse visto la signora,
avrebbe alzato la mano, prima ancora di salutarla e avrebbe
detto: "Mi ricordi che devo subito telefonare a
Feilding". Fece così, e la signora avanzò verso di lui,
facendo lo stesso gesto, e disse nello stesso istante: "Mi
ricordi che devo telefonare a Tom Jones": era il nome di un
suo agente teatrale.
Si osserverà che non vi è alcun nesso tra gli elementi della
coincidenza. Se un fatto simile si fosse verificato durante una
comunicazione con un presunto spirito, sarebbe stato considerato
come una prova dell'esistenza d'un'intelligenza indipendente.
Per chiarire meglio, mi si consenta di sostituire i termini
dell'equazione. Supponiamo che due medium indipendenti, A e B,
ricevano nello stesso momento due messaggi; il primo "Chiedi
a B chi ha scritto l'Amleto", il secondo "Chiedi ad A
il nome della più famosa tragedia di Shakespeare". Qui la
coincidenza è molto più semplice e meno sensazionale di quella
riferita più sopra, perché non vi è la possibilità di
arrivare all'identità per mezzo di sinonimi accidentali che
nascondono il loro nesso razionale. Eppure quasi tutti gli
studiosi dei fenomeni occulti ammetterebbero che, con ogni
probabilità, un'unica intelligenza aveva volutamente ideato i
due messaggi quali mezzi per provare la propria esistenza.
9. In The International del novembre 1918 venne
pubblicata la conclusione di un articolo del Maestro Therion,
intitolato "Te Revival of Magick". L'ultima frase dice.
"Qui è la Saggezza: colui che comprende conti il numero
della Bestia; perché è il numero di un uomo; e il suo numero è
seicentosessantasei". TO MEGA QHRION,
La Grande Bestia Selvagia, secondo il sistema greco, ha il valore
di 666. Naturalmente, è il titolo del Maestro Therion.
A quell'epoca, il Maestro Therion era in comunicazione con
un'intelligenza che avva dato il nome di Amalantrah. Domenica 24
febbraio 1918, alle 9 e 39 pomeridiane, il Maestro Therion chiese
ad Amalantrah se poteva usare la parola QHRION
come se fosse ebraico, con l'idea di ottenere ulteriori
informazioni sul significato mistico della Parola. La risposta fu
sì. Poi Egli chiese: "Devo prendere la parola QHRION da sola, oppure le tre parole TO MEGA QHRION?". Gli fu risposto di
prendere QHRION da solo. Allora il
Maestro Therion chiese quali lettere ebraiche dovevano venire
usate per translitterare il greco. La risposta fu: "Tau,
Yod, Resh, Yod, Ayin, Nun", che danno la somma di 740 o di
1390, a seconda che a Nun venga dato il valore ordinario di 50, o
il valore di 700, quale lettera finale d'una parola. Nessuno di
questi numeri possedeva un significato particolare agli occhi del
Maestro Therion, che si irritò molto perché Amalantrah non si
era mostrato utile; tanto che la comunicazione divenne confusa e
per quella sera fu necessario tralasciare il lavoro. Egli provò
diverse altre trascrizioni ebraiche della parola QHRION ma non riuscì a ottenere nulla
d'interessante. Era una cosa abbastanza straordinaria, poiché è
quasi sempre possibile ottenere risultati più o meno buoni
provando le varie possibilità. Per esempio, la O può essere
ugualmente Ayin, Vau o Aleph.
Lunedì mattina, il Maestro Therion si recò nell'ufficio dell'international,
di cui era direttore. A quell'epoca c'era scarsità di carbone a
New York ed era proibito riscaldare gli uffici il lunedì. Egli
si limitò a ritirare la posta e tornò a casa. Martedì mattina
trovò sulla scrivania una lettera che era arrivata lunedì per
il direttore generale, il quale Gliel'aveva inoltrata perché
rispondesse, dato che riguardava proprio il Maestro Therion. La
lettera era stata scritta e spedita la domenica sera,
contemporaneamente alla comunicazione di Amalantrah. La lettera
si concludeva con queste parole: "La prego di informare i
suoi lettori che io, Samuel bar Aiwaz bie Yackou de Sherabad, ho
contato il numero della Bestia, ed è il numero di un uomo". ]vyrt = ThRION = 50 + 6 + 10 + 200
+ 400 = 666
Vediamo qui la soluzione più sorprendente del problema
sottoposto ad Amalantrah. Si noti che Amalantrah aveva rifiutato
di dare direttamente la soluzione esatta: si direbbe per porre in
risalto il carattere straordinario dell'intervento del
corrispondente assiro. Si osservi, inoltre, che quest'ultimo
ignorava completamente la Cabala normale, poiché è noto
generalmente che TO MEGA QHRION dà in
greco la somma di 666. Si osservi infine che erano trascorsi
quatro mesi da quando il problema era stato proposto dall'International.
L'Assiro vivea piuttosto lontano da New York, e non conosceva
nessuno dell'International. Si ha così la prova
schiacciante dell'esistenza di Amalantrah, che era più esperto
dello stesso Maestro Therion in fatto di Cabala, e che inoltre
aveva il potere di richiamare il problema vecchio di quattro mesi
alla mente di uno sconosciuto, spingendolo a comunicare la
risposta esatta nel momento stesso in cui veniva formulata la
domanda a parecchie miglia di distanza.
La coincidenza, che basta a spiegare completamente il caso
Fielding-Jones, non vale, qui, come teoria alternativa. Il
carattere significativo delle circostanze è innegabile; ma se
siamo assolutamente decisi a negare la possibilità
dell'esistenza di Amalantrah, che spiega in modo tanto semplice
l'episodio, abbiamo ancora una risorsa. Comporta difficoltà che
il Maestro Therion non può considerare minori di quelle che
rendono complessa l'altra spiegazione, ma se non altro non è del
tutto impossibile. Tale teoria è la telepatia. Si può postulare
che la soluzione del problema esistesse già nella mente del
Maestro Therion, o in quella della Sua veggente, e che tale
soluzione venisse impressa telepaticamente nella coscienza
dell'Assiro, con tanta forza da costringerlo a comunicarla al
collega Maestro Therion all'International. A parte
l'improbabilità generale di questa ipotesi, è strano che, se
'Amalantrah' era davvero la mente subconscia della veggente,
avesse dato un'ortografia sbagliata. Che lo abbia fatto (se
conosceva la grafia esatta) si può spiegare solo con il suo
desiderio di non sminuire la portata della lettera dell'Assiro
quale rivelazione folgorante della sua esistenza, come sarebbe
accaduto invece se il segreto fosse stato svelato prematuramente.
Il caso viene citato in questa sede per illustrare l'estrema cura
che si deve porre nell'escludere tutte le ipotesi alternative,
prima di ammettere l'esistenza di intelligenze disincarnate. Si
può ricordare, tuttavia, che in questo particolare caso vi sono
molti altri dettagli che rendono insostenibile la teoria della
telepatia.
10. Vi è un episodio notissimo, citato in parecchi trattati di
psicologia, che ha per protagonista una servetta inglese,
ignorante e di intelligenza inferiore, la quale non conosceva
bene nessuna linqua, compresa la sua. Durante una febbre cadde in
delirio, e cominciò a snocciolare lunghi brani in ebraico
letterario. Le indagini dimostrarono che, nella sua prima
giovinezza, era stata per qualche tempo a servizio di un rabbino
ebreo, il quale aveva l'abitudine di declamare i suoi sermoni
anche in presenza della ragazza. Pur non attribuendo alcun
significato a quelle parole, lei le aveva immagazzinate
meccanicamente nella memoria subconscia e le riperé quando
l'azione della febbre eccitò il gruppo di cellule in cui erano
registrate.
11. Questa numerazione fu scoperta diversi anni più tardi. Sorse
allora il problema, dalla considerazione della scoperta
attraverso S. Jacobs: "Perché Aiwaz è scritto Aiwass e non
Aiwaz nel Libro della Legge?". In greco, Aiwaz =
418; L'autore del Libro aveva nascosto nel Suo nome non un numero
solo, ma due, entrambi di importanza suprema nel Libro.
12. L'elenco non esaurisce affetto la serie. In particolare,
Frater Perdurabo scoprì nel 1923 che la parola ebraica per
'volere' ha egualmente il valore di 93; e i suoi speciali
significati tecnici gettano altra luce sul significato di Qelhma, così come la parola venne usata da
Aiwaz.