SUB FIGURA DCCCXXXI
(Convertito in e-text da amore.eterno)
(Questo libro era precedentemente intitolato "Vesta". Si riferisce alla via della Vergine e alla lettera Yod).
I
1. Questo è il libro del trarre tutto a un
punto.
2. Qui sono descritti tre metodi, mediante i quali la coscienza
di Molti può fondersi nella coscienza dell'Uno.
II
Primo metodo
0. Si costruisca un Cerchio magico, e
all'interno di questo una Tau eretta, tracciata sul pavimento. La
Tau sia divisa in 10 quadrati (Vedere Liber CMLXII, Illustrazione
1).
1. Il mago sia armato della Spada dell'Arte. [1]
2. Indossi la veste nera del Neofita.
3. Un'unica fiamma di canfora arda alla sommità della Tau, e non
vi siano altre luci né ornamenti.
4. 'Apra' il Tempio come in DCLXXI o in altro modo conveniente.
5. Ritto nel settore appropriato, all'orlo del cerchio, bandisca
i 5 elementi con i rituali adatti.
6. Ritto all'orlo del cerchio, bandisca i 7 pianeti con i rituali
adatti. Si rivolga verso l'esatta posizione di ogni pianeta in
cielo nel momento dell'operazione.
7. Bandisca poi i 12 segni dello Zodiaco con i rituali adatti,
volgendosi di volta in volta verso ogni segno.
8. A ciascuno di questi 24 bandi, compia tre circumambulazioni in
senso antiorario, con i segni di Horus e di Arpocrate a Est,
quando vi passa.
9. Avanzi fino al quadrato di Malkuth nella Tau, e compia il
rituale per bandire Malkuth. Ma non lasci il quadrato per
compiere la circumambulazione del cerchio, e si serva invece
della formula e della forma divina di Arpocrate.
10. Avanzi di volta in volta fino ai quadrati Jesod, Hod,
Netzach, Tiphereth, Geburah, Chesed, e li bandisca tutti con
rituali appropriati.
11. Sappia che tali rituali includono il proverimento dei nomi
appropriati di Dio a rovescio, e una maledizione contro il
Sephira nei confronti di tutto ciò che è, per ciò che lo
distingue e lo separa da Kether.
12. Avanzando di volta in volta fino ai quadrati di Binah e di
Chokmah, bandisca anche questi. E poiché ormai una reverenza e
un tremito si saranno impadroniti di lui, li bandisca con un
supremo rituale d'inestimabile potenza; e stia in guardia,
perché la sua volontà non vacilli e il coraggio non lo
abbandoni.
13. Infine, avanzando fino al quadrato di Kether, bandisca anche
questo con i mezzi che può usare. Alla fine ponga il piede sulla
lampada, e la spenga; [2] e, cadendo, cada all'interno del
cerchio.
Secondo metodo
1. L'Eremita sia seduto nell'Asana, abbigliato,
e mediti successivamente su varie parti del suo corpo, fino a che
ogni parte gli appaia così irreale da non essere più inclusa
nell'idea che egli ha di sé. Per esempio, se si tratta del piede
destro, lo tocchi e si allarmi pensando: "Un piede!... un
piede! Cos'è questo piede? Sicuramente non sono solo
nell'Eremitaggio!".
E questo esercizio deve essere compiuto non soltanto al momento
della meditazione, ma anche durante l'attività della giornata.
2. La meditazione deve essere assistita dal ragionamento:
"Questo piede non sono io. Se perdessi questo piede, sarei
ancora io. Questo piede è una massa di carne mutevole e
decadente, di osso, pelle, sangue, linfa, ecc., mentre io sono lo
Spirito Immutabile e Immortale, uniforme, increato, non generato,
informe, luminoso", ecc.
3. Quando questo esercizio è perfetto per ogni parte del corpo,
l'Eremita combini le sue operazioni, fino a quando l'intero corpo
viene inteso come non-Ego e illusione.
4. Poi l'Eremita, seduto nell'Asana, mediti sul Muladhara Cakkra
e sulla sua corrispondenza quale potere della mente, e lo
distrugga nella stessa maniera sopra indicata. Ancora per
ragionamento: "Questa emozione (ricordo, immaginazione,
intelletto, volontà, ecc.) non sono io. Questa emozione è
transeunte; io sono inamovibile. Quest'emozione è passione. Io
sono pace", e così via.
Si distruggano a turno anche gli altri Cakkra, ciascuno con il
suo attributo mentale o morale.
5. Nel far ciò, l'Eremita sia aiutato dall'analisi psicologica,
in modo che non una parte del suo ssere conscio sfugga alla
distruzione. Il successo può essere imperniato sulla
scrupolosità di questa operazione.
6. Infine, dopo aver concentrato tutto il suo essere
nell'altissimo Sahasrara Cakkra, rimanga fissato eternamente in
meditazione.
7. AUM.
Terzo metodo
1. L'Eremita stimoli a turno ciascuno dei suoi
sensi, concentrandosi su ognuno fino a quando questo cessi di
stimolare.
I sensi della vista e del tatto sono estremamente difficili da
vincere. Alla fine l'Eremita deve essere totalmente incapace di
qualunque sforzo per vedere o sentire al tatto l'oggetto di tali
sensi.
2. Dopo aver perfezionato queste pratiche, lo combini due alla
volta.
Per esempio, mastichi zenzero (gusto e tatto), e guardi una
cascata (vista e udito), e osservi l'incenso ardere (vista e
odorato), e sgretoli zucchero tra i denti (gusto e udito) e così
via.
3. Compiuti questi venticinque esercizi, li combini tre alla
volta, poi quattro alla volta.
4. Infine, l'Eremita combini tutti i sensi in un unico oggetto.
Ed è possibile che vi sia da includere anche un sesto senso.
Allora egli deve sottrarsi totalmente a tutti questi stimoli, perinde
ac cadaver, nonostante i suoi sforzi per attaccarsi a essi.
5. E' detto che grazie a questo metodo si inibiscono i demoni del
Ruach, cioè i pensieri e i ricordi, e Noi non lo neghiamo. Ma se
si destano, allora l'Eremita eriga un muro tra sé e loro,
secondo il presente metodo.
6. Avendo così acquietato le voci dei Sei, egli può ottenere
nel senso la sottigliezza del Settimo.
7. AUMGN
(Aggiungiamo quanto segue, contributo di un
amico che a quel tempo non apparteneva all'A.·. A.·.
e agli ordini da esso indipendenti. Egli elaborò da solo il
metodo, e riteniamo che sia utile a molti. O.M.).
1. Il principiante deve dapprima esercitarsi a respirare
regolarmente attraverso il naso, cercando contemporaneamente di
credere, con tutte le sue forze, che il respiro va all'Ajna e non
ai polmoni.
Devono venire quindi praticati gli esercizi Pranayama descritti
in The Equinox Vol I, n° 4, pag. 101, sempre con l'idea
che sia l'Ajna a respirare.
Si cerchi poi di comprendere che nell'Ajna viene tratta la potenza,
non l'aria, che viene concentrata durante il Kumbhakam, e
vivifica l'Ajna durante l'espirazione. Si cerchi di aumentare la
forza di concentrazione nell'Ajna, piuttosto che allungare
eccessivamente la durata del Kumbhakam, poiché questo è
pericoloso, se fatto avventatamente.
2. Passeggiare lentamente in un luogo tranquillo; rendersi conto
che le gambe si muovono e studiarne il movimento. Comprendere
perfettamente che i movimenti sono dovuti a messaggi nervosi
irradiati dal cervello e che il potere di controllo sta
nell'Ajna. Le gambe sono automatiche, come quelle di uno
scimmiotto di legno; è la potenza nell'Ajna a compiere il lavoro
e a camminare. Non è difficile da comprendere, e lo si deve
afferrare fermamente, ignorando tutte le altre sensazioni date
dal camminare.
Si applichi questo metodo a tutti gli altri movimenti muscolari.
3. Ci si distenda sul dorso con i piedi sotto a un mobile
pesante. Tenendo diritta la spina dorsale e le braccia in linea
con il corpo, sollevarsi lentamente a sedere, per mezzo della
forza che risiede nell'Ajna (cioè si deve cercare di impedire
alla mente di fissarsi su qualunque altro sforzo e su qualunque
altra sensazione).
Ridistendere quindi lentamente il corpo, facendolo tornare alla
posizione originale. Ripetere l'esercizio due o tre volte, ogni
sera e ogni mattina, e aumentare lentamente il numero delle
ripetizioni.
4. Si cerchi di trasferire tutte le sensazioni corporee all'Ajna;
per esempio "Ho freddo" deve significare "Sento
freddo" o meglio ancora "Sono conscio d'una sensazione
di freddo"; lo si trasferisca all'Ajna: "L'Ajna è
conscio ecc.".
5. Il dolore, se è molto lieve, può essere facilmente
trasferito all'Ajna, con un po' di pratica. Il metodo migliore,
per un principiante, consiste nell'immaginare di provare un
dolore in qualche parte del corpo, e poi nell'immaginare che
passi direttamente all'Ajna. Non deve passare attraverso le
strutture intermedie: deve trasferirsi in modo diretto. Dopo
esercizi continuati, anche i dolori più forti possono venire
trasferiti all'Ajna.
6. Si fissi la mente sulla base della colonna vertebrale e poi,
gradualmente, si muovano i pensieri verso l'alto, fino all'Ajna.
(In questa meditazione l'Ajna è il Santo dei Santi, ma buio e
vuoto).
Infine, ci si sforzi con il massimo impegno di spingere nell'Ajna
la collera e gli altri pensieri ossessivi. Si cerchi di
sviluppare la tendenza a pensare intensamente all'Ajna quando
tali pensieri aggrediscono la mente, e a lasciare che l'Ajna li
vinca.
Ci si guardi dal pensare al 'mio Ajna'. In queste
meditazioni e in questi esercizi, l'Ajna non vi appartiene; è il
padrone e il lavoratore, e voi siete la scimmietta di legno.
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1. Nelle circostanze in cui questo non è
appropriato, il Mago sia armato di bacchetta e di lampada,
anziché come è detto nel testo. - N.
2. Se è armato di bacchetta e di lampada, spenga la luce con la
mano. - N.