(Convertito in e-text da amore.eterno)
Come si è detto all'inizio del secondo capitolo, l'Unico
Rituale Supremo è il conseguimento della Conoscenza e
Conversazione del Santo Angelo Custode. E' l'elevazione
dell'uomo completo in linea retta verticale.
Ogni deviazione da tale linea tende a divenire magia
nera. Ogni altra operazione è magia nera.
Nella Vera Operazione l'Esaltazione è equilibrata da
un'espansione nelle altre tre braccia della Croce. Perciò
l'Angelo conferisce immediatamente all'Adepto il potere sui
Quattro Grandi Prìncipi e sui loro servitori.[1]
Se il mago deve compiere operazioni diverse da questa, gli è
lecito, solo in quanto sono preliminari necessari all'Unica
Opera.
Tuttavia, vi sono molte sfumature di grigio. Non tutti i maghi
sono ben ferrati in fatto di teoria. Uno di loro può invocare
Giove, perché desidera guarire le malattie fisiche di alte
persone. Una cosa del genere è innocua, o quasi.[2] Non è
maligna in se stessa: deriva da un difetto di comprensione. Fino
a quando la Grande Opera non è stata compiuta, è presunzione da
parte del Mago pretendere di capire l'universo, e di stabilirne
l'indirizzo. Solo il Maestro del Tempio può dire se un
determinato atto è o no un delitto. "Uccidere quel bimbo
innocente?" (esclama l'ignorante), "Che Orrore!".
"Ah!" risponde colui che sa e prevede l'andamenteo
della storia. "Ma quel bimbo diventerà Nerone. Affrettati a
strangolarlo!".
Vi è poi un terzo, al di sopra di questi due, il quale comprende
che Nerone non era meno necessario di Giulio Cesare.
Il Maestro del Tempio, perciò, non interferisce con il piano
universale delle cose se non in quanto compie l'Opera che è
stato inviato a compiere. Perché dovrebbe lottare contro la
prigionia, il bando e la morte? Fa tutto parte del gioco di cui
egli è una pedina. "Era necessario che il Figliuolo
dell'Uomo soffrisse queste cose, ed entrasse nella Sua
gloria".
Il Maestro del Tempio è così lontano dall'uomo in cui si
manifesta che tutte queste cose non hanno per lui alcuna
importanza. Può essere importante, per la Sua Opera, che
quell'uomo sieda su un trono, o che finisca impiccato. In tal
caso Egli informa il suo Magus, che esercita il potere a Lui
affidato, e tutto si svolge di conseguenza. Eppure accade in modo
naturale e necessariamente, e secondo ogni apparenza senza che
Egli pronunci una parola.
Del resto, il Maestro del Tempio, di regola, non presume di agire
sull'universo, se non quale servitore del suo destino. E'
soltanto il Magus, di grado superiore, ad aver conseguito
Chokhmah, la Saggezza, e pretanto osa agire. Deve osare, anche se
non Gli piace. Ma Egli deve addossarsi la Maledizione del Suo
grado, come è scritto nel Libro del Magus.[3]
Vi sono, ovviamente, forme di magia totalmente nera. Per chi
non ha dato ogni goccia del suo sangue alla coppa di BABALON,
ogni potere magico è pericoloso. Vi sono poi forme anche più
vili e maligne, cose nere di per se stesse. Tra queste figura
l'uso della forza spirituale per fini materiali. Gli adepti della
Scienza Cristiana, i Guaritori Mentali, gli Indovini di
professione, i Fisici e così via, sono tutti ipso facto
Maghi Neri.
Essi scambiano l'oro per l'orpello. Vendono i loro poteri più
elevati in cambio di benefici grossolani e temporanei.
Non li giustifica il fatto che la più crassa ignoranza della
Magia è la loro caratteristica principale, anche se la Natura
accettasse giustificazioni. Se bevete per errore veleno anziché
vino, il vostro 'errore' non vi salverà la vita.
Al di sotto di costoro in un certo senso, eppure in un altro
molto al di sopra, sono i Fratelli del Sentiero della
Mano Sinistra.[4] Sono quelli che ' si chiudono',
rifiutano il loro sangue ala Coppa e hanno calpestato l'Amore
nella corsa al desiderio di grandezza.
Fino al grado di Adepto Esente, essi percorrono la stessa
via della grande Confraternita Bianca; infatti, finché non viene
raggiunto tale grado, la meta non viene rivelata. Essi
sono soltanto le capre, solitarie padrone delle montagne,
separate dalle pecore gregarie che si raccolgono nella valle. Poi
coloro che hanno appreso rettamente le lezioni della Via sono
pronti a farsi fare a pezzi, a dare la loro vita al Bimbo
dell'Abisso che è e non è loro stessi.
Gli altri, orgogliosi nelle loro vesti di porpora, si rifiutano.
Si fabbricano una falsa corona con l'Orrore dell'Abisso; si
pongono sulla fronte la Dispersione di Choronzon; si ammantano
delle tuniche avvelenate della Forma; si chiudono in se stessi; e
quando la forza che li ha fatti quali sono si esaurisce, le loro
torrio crollano ed essi divengono i Mangiatori di Letame nel
Giorno della Riunione, e i loro brandelli, sparsi nell'Abisso,
vanno perduti.
Non così i Maestri del Tempio, che siedono come mucchi di
polvere nella Città delle Piramidi, in attesa della Grande
Fiamma che consumerà la polvere e la ridurrà in cenere. Perchè
il sangue che essi hanno donato è serbato nella Coppa di nostra
SIGNORA BABALON, ed è una possente medicina per risvegliare il
Padre e per redimere la Vergine del Mondo dalla sua verginità.
Prima di lasciare l'argomento della Magia Nera, si può
accennare in breve alla questione dei Patti con il Diavolo.
Il Diavolo non esiste. E' un falso nome inventato dai
Fratelli Neri per conferire un'Unità nella loro massa ignorante
di dispersioni. Un diavolo che possedesse unità sarebbe un Dio.[5]
Lo Stregone del Giura disse che, per invocare il Diavolo,
basta chiamarlo con tutta la propria volontà.
Questa è una verità magica universale, valida per qualunque
altro essere e non solo per il Diavolo: perché l'intera volontà
di ogni uomo è in realtà l'intera volontà dell'Universo.
Comunque, è sempre facile evocare i demoni, perché essi vi
chiamano sempre; basta scendere al loro livello e fraternizzare
con loro. Allora vi faranno a pezzi a loro piacere. Non subito:
attenderanno che abbiate spezzato completamente il legame tra voi
e il vostro Santo Angelo Custode prima di balzarvi addosso, per
timore che possiate sfuggirgli all'ultimo momento.
Antonio da Padova e, nel nostro tempo, Macgregor' Mathers sono
esempi di questa categoria di vittime.
Tuttavia, ogni mago deve estendere con fermezza il suo dominio
alle profondità dell'inferno. "I miei adepti stanno eretti,
e le loro teste sono al di sopra dei cieli, i loro piedi al di
sotto degli inferni".[6]
E' per tale ragione che il mago il quale compie l'Operazione
della "Sacra Magia del Mago Abramelin" subito dopo aver
conseguito la Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo
Custode, deve evocare i Quattro Grandi Prìncipi del Male del
Mondo.
"Obbedienza e fedeltà a Colui che vive e trionfa,
che regna su di voi nei vostri palazzi, quale Equilibrio di
Rettitudine e di Verità": questo è il vostro dovere nei
confronti del vostro Santo Angelo Custode, e il dovere del mondo
dei demoni nei vostri confronti.
Queste potenze di natura ' maligna' sono come bestie selvatiche;
bisogna domarle, abituarle alla sella e alla briglia; vi
serviranno bene. Non vi è nulla di inutile nell'Universo; non
avvolgete il vostro Talento in un tovagliolo, perché è soltanto
'sporco denaro'!
Per quanto riguarda i Patti, di rado sono legittimi. Non
dovrebbero venir conclusi contratti di sorta. La magia non è un
commercio e non dovrebbero accostarvisi coloro che hanno l'animo
meschino del mercante. Dominate tutto, ma siate generosi verso i
vostri servitori, dopo che si saranno sottomessi senza
condizioni.
Vi è poi la questione delle alleanze con le varie Potenze. Anche
queste sono lecite assai di rado.[7] Nessuna Potenza che non sia
in se stessa un microcosmo - e persino gli arcangeli raggiungono
raramente questo centro d'equilibrio - è adatta a trattare con
l'Uomo su una base di eguaglianza. Il modello adatto all'umanità
è Dio; in Lui e solo in Lui sta il suo interesse. Alcuni maghi
hanno assoldato legioni di spiriti per qualche scopo speciale; ma
si è semre rivelato un grave errore. La nozione stessa di
scambio è estranea alla Magia. La dignità del Mago vieta ogni
patto. "La Terra è del signore ed è la sua pienezza".
Le operazioni dell'Arte Magica sono difficili
da classificare, poiché si fondono l'una nell'altra grazie
all'unità essenziale del loro metodo e dei loro risultati.
Possiamo comunque ricordare:
1. Le operazioni quali l'evocazione, in cui dalla materia morta
viene tratto uno spirito vivo.
2. La consacrazione di talismani in cui uno spirito vivo è
legato in una materia 'morta' e la vivifica.
3. Le opere di divinazione, in cui si fa sì che uno spirito vivo
controlli l'azione della mano o del cervello del Mago. Tali opere
sono quindi molto pericolose, e possono venir compiute solo da
Maghi già esperti, e anche in tal caso con la massima prudenza.
4. Le opere di malia, qualei le operazioni d'invisibilità e le
trasformazioni apparenti della persona o della cosa interessata.
Consistono quasi completamente nel distrarre l'attenzione, o nel
turbare il giudizio, della persona che si desidera ingannare. Vi
sono tuttavia anche 'vere' trasformazioni dell'adepto, che sono
molto utili. Per i metodi, si veda il Libro dei Morti.
L'assunzione delle Forme Divine può essere spinta fino al punto
della trasformazione vera e propria.
5. Le Opere d'Amore e di Odio, che di regola vengono egualmente
compiute per mezzo di una malia. Sono opere troppo facili e
raramente utili: hanno la pessima abitudine di ripecuotersi sul
mago.
6. Le Opere di distruzione, che possono venir compiute in molti
modi diversi. Si può ammaliare e spiegare al proprio volere una
persona che possiede il potere di distruggere. Si possono
impiegare spiriti o talismani. I maghi più potenti degli ultimi
secoli si sono serviti di libri.
Nelle questioni private queste opere sono molto facili, nel caso
che siano necessarie. Un adepto chiamato Maestro Therion giudicò
necessario, una volta, uccidere una Circe che stava stregando dei
confratelli. Non fece alto che recarsi davanti alla porta della
stanza di lei, tracciando una T Astrale ('traditore' e simbolo di
Saturno) con un pugnale astrale. Entro quarantotto ore, la donna
si sparò.[8]
7. Le Opere di creazione e di dissoluzione e le invocazioni più
elevate.
Vi sono poi centinaia di altre operazioni:[9] attirare gli
oggetti desiderati, come oro, libri, donne e così via; aprire
porte chiuse a chiave, scoprire tesori; nuotare sott'acqua; avere
ai propri comandi uomini armati, eccetera. Sono tutte questioni
di dettaglio: l'Adeptus Major capirà facilmente come deve
compierle, se è necessario.[10]
Bisogna aggiungere che tutte queste cose accadono 'in modo
naturale'.[11] Compite un'operazione per procurarvi Oro: il
vostro ricco zio muore e vi lascia il suo denaro; libri: vedete
quel giorno stesso il libro desiderato in un catalogo, anche se
lo avete cercato invano per un anno; donne... ma se vi siete
procurati l'oro per mezzo degli spiriti, questa operazione
diverrà superflua.[12]
Si deve inoltre osservare che è assoluta Magia Nera usare uno di
questi poteri se l'oggetto desiderato può essere ottenuto in
qualche altro modo. Se vostro figlio annega, dovete buttarvi in
acqua e cercare di salvarlo: è inutile invocare le Ondine.
Non è neppure lecito invocare le Ondine in tute le circostanze,
anche quando il caso è disperato; può essere necessario per voi
o per vostro figlio che quest'ultimo anneghi. Un Adepto Esente
avviato sulla retta via non commetterà errori in tal senso; ma
molto probabilmente un Adeptus Major li commetterà. Una profonda
comprensione di questo libro armerà gli adepti di ogni grado
contro tutti gli errori più gravi che si possono commettere in
casi sfortunati.
La necromanzia è abbastanza importante da richiedere una
sezione a sé.
In qualche caso eccezionale la necromanzie è giustificabile.
Supponiamo che il Mago non riesca in alcun modo a porsi in
contatto con Maestri viventi, o abbia bisogno di una particolare
conoscenza che gli risulta sepolta insieme a qualche maestro del
passato: allora può essere utile evocare 'l'ombra' di costui, o
leggere la 'Cronaca dell'Akasha' della sua mente.[13]
Se lo si deve fare, bisogna farlo nel modo giusto, seguendo
l'esempio dell'evocazione di Apollonio di Tiana compiuta da
Eliphas Lévi.[14]
Bisogna usare la massima cautela per evitare le
impersonificazioni fraudolente dell''ombra'. Naturalmente è
facile, ma di regola sconsigliabile, evocare l'ombra di un
suicida, o di una persona morta all'improvviso o di morte
violenta. A che serve un'operazione del genere, oltre a
soddisfare la curiosità e la vanità?
E' doveroso aggiungere qualche parola sullo spiritismo, che
costituisce una sorta di necromanzia indiscriminata per
dilettanti, e forse sarebbe preferibile parlare di necrofilia.
Gli spiritisti si rendono perfettamente passivi e, anziché
impiegare qualche metodo di protezione, invitano volutamente
tutti gli spiriti, i demoni, gli involucri dei morti, tutti gli
escrementi e il sudiciume della terra e dell'inferno a coprirli
di fango. L'invito viene accettato prontamente, a meno che sia
presente un uomo puro, con un'aura di bontà capace di spaventare
questi immondi abitatori dell'abisso.
Nessuna manifestazione spiritica ha mai avuto luogo in presenza
di Frater Perdurabo, e men che mai in presenza del Maestro
Therion![15]
Tra tutti gli esseri che Egli ha conosciuto, colui che possedeva
la mente più sudicia e la bocca più immonda era il più
illustre degli spiritisti inglesi, un giornalista e pacifista la
cui fama aveva varcato i confini dell'Europa. Era capace di
interrompere qualunque conversazione per raccontare una stupida
storiella oscena, e non riusciva a immaginare una società che si
radunasse per scopi diversi da 'orge falliche'. Assolutamente
incapace di attenersi a un dato argomento, continuava a
trascinare la conversazione sull'unico tema al quale pensava
veramente: il sesso, le perversioni sessuali, il sesso, il sesso
e ancora il sesso.
Questo era, chiaramente, il risultato del suo spiritismo. Tutti
gli spiritisti, più o meno, si riducono così. Sentono il
sudiciome dovunque; le loro aure sono lacere, sporche e
maleodoranti; trasudano il liquame dei cadaveri in putrefazione.
Nessuno spiritista, quando è completamente irretito dal
sentimentalismo e dai fantasmi delle paure freudiane, è capace
di pensiero concentrato, di volontà perseverante o di dirittura
morale. Privo d'ogni scintilal della luce divina che gli spettava
per diritto di nascita, preda prima ancora della morte degli
orriti abitatori della tomba, lo sventurato, simile al cadavere
mesmerizzato e vivente del Signor Valdemar di Poe, è "una
massa semiliquida di orrenda, disgustosa putredine".
Lo studioso di questa Santa Magia è esortato a non frequentare
tali sedute e a non consentire che si svolgano in sua presenza.
Sono infatti contagiose come la sifilide, più mortali e
disgustose. Se la vostra aura non è abbastanza forte da
inibire ogni manifestazione delle orrende larve che hanno preso
dimora in loro, sfuggiteli più che se fossero lebbrosi![16]