CAPITOLO XXI
DELLA MAGIA NERA
DEI TIPI PRINCIPALI DELLE OPERAZIONI DELL'ARTE MAGICA
E DEI POTERI DELLA SFINGE

(Convertito in e-text da amore.eterno)

I

Come si è detto all'inizio del secondo capitolo, l'Unico Rituale Supremo è il conseguimento della Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo Custode. E' l'elevazione dell'uomo completo in linea retta verticale.
Ogni deviazione da tale linea tende a divenire magia nera. Ogni altra operazione è magia nera.
Nella Vera Operazione l'Esaltazione è equilibrata da un'espansione nelle altre tre braccia della Croce. Perciò l'Angelo conferisce immediatamente all'Adepto il potere sui Quattro Grandi Prìncipi e sui loro servitori.[1]
Se il mago deve compiere operazioni diverse da questa, gli è lecito, solo in quanto sono preliminari necessari all'Unica Opera.
Tuttavia, vi sono molte sfumature di grigio. Non tutti i maghi sono ben ferrati in fatto di teoria. Uno di loro può invocare Giove, perché desidera guarire le malattie fisiche di alte persone. Una cosa del genere è innocua, o quasi.[2] Non è maligna in se stessa: deriva da un difetto di comprensione. Fino a quando la Grande Opera non è stata compiuta, è presunzione da parte del Mago pretendere di capire l'universo, e di stabilirne l'indirizzo. Solo il Maestro del Tempio può dire se un determinato atto è o no un delitto. "Uccidere quel bimbo innocente?" (esclama l'ignorante), "Che Orrore!". "Ah!" risponde colui che sa e prevede l'andamenteo della storia. "Ma quel bimbo diventerà Nerone. Affrettati a strangolarlo!".
Vi è poi un terzo, al di sopra di questi due, il quale comprende che Nerone non era meno necessario di Giulio Cesare.
Il Maestro del Tempio, perciò, non interferisce con il piano universale delle cose se non in quanto compie l'Opera che è stato inviato a compiere. Perché dovrebbe lottare contro la prigionia, il bando e la morte? Fa tutto parte del gioco di cui egli è una pedina. "Era necessario che il Figliuolo dell'Uomo soffrisse queste cose, ed entrasse nella Sua gloria".
Il Maestro del Tempio è così lontano dall'uomo in cui si manifesta che tutte queste cose non hanno per lui alcuna importanza. Può essere importante, per la Sua Opera, che quell'uomo sieda su un trono, o che finisca impiccato. In tal caso Egli informa il suo Magus, che esercita il potere a Lui affidato, e tutto si svolge di conseguenza. Eppure accade in modo naturale e necessariamente, e secondo ogni apparenza senza che Egli pronunci una parola.
Del resto, il Maestro del Tempio, di regola, non presume di agire sull'universo, se non quale servitore del suo destino. E' soltanto il Magus, di grado superiore, ad aver conseguito Chokhmah, la Saggezza, e pretanto osa agire. Deve osare, anche se non Gli piace. Ma Egli deve addossarsi la Maledizione del Suo grado, come è scritto nel Libro del Magus.[3]

Vi sono, ovviamente, forme di magia totalmente nera. Per chi non ha dato ogni goccia del suo sangue alla coppa di BABALON, ogni potere magico è pericoloso. Vi sono poi forme anche più vili e maligne, cose nere di per se stesse. Tra queste figura l'uso della forza spirituale per fini materiali. Gli adepti della Scienza Cristiana, i Guaritori Mentali, gli Indovini di professione, i Fisici e così via, sono tutti ipso facto Maghi Neri.
Essi scambiano l'oro per l'orpello. Vendono i loro poteri più elevati in cambio di benefici grossolani e temporanei.
Non li giustifica il fatto che la più crassa ignoranza della Magia è la loro caratteristica principale, anche se la Natura accettasse giustificazioni. Se bevete per errore veleno anziché vino, il vostro 'errore' non vi salverà la vita.
Al di sotto di costoro in un certo senso, eppure in un altro molto al di sopra, sono i Fratelli del Sentiero della Mano Sinistra.[4] Sono quelli che ' si chiudono', rifiutano il loro sangue ala Coppa e hanno calpestato l'Amore nella corsa al desiderio di grandezza.
Fino al grado di Adepto Esente, essi percorrono la stessa via della grande Confraternita Bianca; infatti, finché non viene raggiunto tale grado, la meta non viene rivelata. Essi sono soltanto le capre, solitarie padrone delle montagne, separate dalle pecore gregarie che si raccolgono nella valle. Poi coloro che hanno appreso rettamente le lezioni della Via sono pronti a farsi fare a pezzi, a dare la loro vita al Bimbo dell'Abisso che è e non è loro stessi.
Gli altri, orgogliosi nelle loro vesti di porpora, si rifiutano. Si fabbricano una falsa corona con l'Orrore dell'Abisso; si pongono sulla fronte la Dispersione di Choronzon; si ammantano delle tuniche avvelenate della Forma; si chiudono in se stessi; e quando la forza che li ha fatti quali sono si esaurisce, le loro torrio crollano ed essi divengono i Mangiatori di Letame nel Giorno della Riunione, e i loro brandelli, sparsi nell'Abisso, vanno perduti.
Non così i Maestri del Tempio, che siedono come mucchi di polvere nella Città delle Piramidi, in attesa della Grande Fiamma che consumerà la polvere e la ridurrà in cenere. Perchè il sangue che essi hanno donato è serbato nella Coppa di nostra SIGNORA BABALON, ed è una possente medicina per risvegliare il Padre e per redimere la Vergine del Mondo dalla sua verginità.

II

Prima di lasciare l'argomento della Magia Nera, si può accennare in breve alla questione dei Patti con il Diavolo.
Il Diavolo non esiste. E' un falso nome inventato dai Fratelli Neri per conferire un'Unità nella loro massa ignorante di dispersioni. Un diavolo che possedesse unità sarebbe un Dio.[5]
Lo Stregone del Giura disse che, per invocare il Diavolo, basta chiamarlo con tutta la propria volontà.
Questa è una verità magica universale, valida per qualunque altro essere e non solo per il Diavolo: perché l'intera volontà di ogni uomo è in realtà l'intera volontà dell'Universo.
Comunque, è sempre facile evocare i demoni, perché essi vi chiamano sempre; basta scendere al loro livello e fraternizzare con loro. Allora vi faranno a pezzi a loro piacere. Non subito: attenderanno che abbiate spezzato completamente il legame tra voi e il vostro Santo Angelo Custode prima di balzarvi addosso, per timore che possiate sfuggirgli all'ultimo momento.
Antonio da Padova e, nel nostro tempo, Macgregor' Mathers sono esempi di questa categoria di vittime.
Tuttavia, ogni mago deve estendere con fermezza il suo dominio alle profondità dell'inferno. "I miei adepti stanno eretti, e le loro teste sono al di sopra dei cieli, i loro piedi al di sotto degli inferni".[6]
E' per tale ragione che il mago il quale compie l'Operazione della "Sacra Magia del Mago Abramelin" subito dopo aver conseguito la Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo Custode, deve evocare i Quattro Grandi Prìncipi del Male del Mondo.
"Obbedienza e fedeltà a Colui che vive e trionfa, che regna su di voi nei vostri palazzi, quale Equilibrio di Rettitudine e di Verità": questo è il vostro dovere nei confronti del vostro Santo Angelo Custode, e il dovere del mondo dei demoni nei vostri confronti.
Queste potenze di natura ' maligna' sono come bestie selvatiche; bisogna domarle, abituarle alla sella e alla briglia; vi serviranno bene. Non vi è nulla di inutile nell'Universo; non avvolgete il vostro Talento in un tovagliolo, perché è soltanto 'sporco denaro'!
Per quanto riguarda i Patti, di rado sono legittimi. Non dovrebbero venir conclusi contratti di sorta. La magia non è un commercio e non dovrebbero accostarvisi coloro che hanno l'animo meschino del mercante. Dominate tutto, ma siate generosi verso i vostri servitori, dopo che si saranno sottomessi senza condizioni.
Vi è poi la questione delle alleanze con le varie Potenze. Anche queste sono lecite assai di rado.[7] Nessuna Potenza che non sia in se stessa un microcosmo - e persino gli arcangeli raggiungono raramente questo centro d'equilibrio - è adatta a trattare con l'Uomo su una base di eguaglianza. Il modello adatto all'umanità è Dio; in Lui e solo in Lui sta il suo interesse. Alcuni maghi hanno assoldato legioni di spiriti per qualche scopo speciale; ma si è semre rivelato un grave errore. La nozione stessa di scambio è estranea alla Magia. La dignità del Mago vieta ogni patto. "La Terra è del signore ed è la sua pienezza".

III

Le operazioni dell'Arte Magica sono difficili da classificare, poiché si fondono l'una nell'altra grazie all'unità essenziale del loro metodo e dei loro risultati. Possiamo comunque ricordare:
1. Le operazioni quali l'evocazione, in cui dalla materia morta viene tratto uno spirito vivo.
2. La consacrazione di talismani in cui uno spirito vivo è legato in una materia 'morta' e la vivifica.
3. Le opere di divinazione, in cui si fa sì che uno spirito vivo controlli l'azione della mano o del cervello del Mago. Tali opere sono quindi molto pericolose, e possono venir compiute solo da Maghi già esperti, e anche in tal caso con la massima prudenza.
4. Le opere di malia, qualei le operazioni d'invisibilità e le trasformazioni apparenti della persona o della cosa interessata. Consistono quasi completamente nel distrarre l'attenzione, o nel turbare il giudizio, della persona che si desidera ingannare. Vi sono tuttavia anche 'vere' trasformazioni dell'adepto, che sono molto utili. Per i metodi, si veda il Libro dei Morti. L'assunzione delle Forme Divine può essere spinta fino al punto della trasformazione vera e propria.
5. Le Opere d'Amore e di Odio, che di regola vengono egualmente compiute per mezzo di una malia. Sono opere troppo facili e raramente utili: hanno la pessima abitudine di ripecuotersi sul mago.
6. Le Opere di distruzione, che possono venir compiute in molti modi diversi. Si può ammaliare e spiegare al proprio volere una persona che possiede il potere di distruggere. Si possono impiegare spiriti o talismani. I maghi più potenti degli ultimi secoli si sono serviti di libri.
Nelle questioni private queste opere sono molto facili, nel caso che siano necessarie. Un adepto chiamato Maestro Therion giudicò necessario, una volta, uccidere una Circe che stava stregando dei confratelli. Non fece alto che recarsi davanti alla porta della stanza di lei, tracciando una T Astrale ('traditore' e simbolo di Saturno) con un pugnale astrale. Entro quarantotto ore, la donna si sparò.[8]
7. Le Opere di creazione e di dissoluzione e le invocazioni più elevate.
Vi sono poi centinaia di altre operazioni:[9] attirare gli oggetti desiderati, come oro, libri, donne e così via; aprire porte chiuse a chiave, scoprire tesori; nuotare sott'acqua; avere ai propri comandi uomini armati, eccetera. Sono tutte questioni di dettaglio: l'Adeptus Major capirà facilmente come deve compierle, se è necessario.[10]
Bisogna aggiungere che tutte queste cose accadono 'in modo naturale'.[11] Compite un'operazione per procurarvi Oro: il vostro ricco zio muore e vi lascia il suo denaro; libri: vedete quel giorno stesso il libro desiderato in un catalogo, anche se lo avete cercato invano per un anno; donne... ma se vi siete procurati l'oro per mezzo degli spiriti, questa operazione diverrà superflua.[12]
Si deve inoltre osservare che è assoluta Magia Nera usare uno di questi poteri se l'oggetto desiderato può essere ottenuto in qualche altro modo. Se vostro figlio annega, dovete buttarvi in acqua e cercare di salvarlo: è inutile invocare le Ondine.
Non è neppure lecito invocare le Ondine in tute le circostanze, anche quando il caso è disperato; può essere necessario per voi o per vostro figlio che quest'ultimo anneghi. Un Adepto Esente avviato sulla retta via non commetterà errori in tal senso; ma molto probabilmente un Adeptus Major li commetterà. Una profonda comprensione di questo libro armerà gli adepti di ogni grado contro tutti gli errori più gravi che si possono commettere in casi sfortunati.

IV

La necromanzia è abbastanza importante da richiedere una sezione a sé.
In qualche caso eccezionale la necromanzie è giustificabile. Supponiamo che il Mago non riesca in alcun modo a porsi in contatto con Maestri viventi, o abbia bisogno di una particolare conoscenza che gli risulta sepolta insieme a qualche maestro del passato: allora può essere utile evocare 'l'ombra' di costui, o leggere la 'Cronaca dell'Akasha' della sua mente.[13]
Se lo si deve fare, bisogna farlo nel modo giusto, seguendo l'esempio dell'evocazione di Apollonio di Tiana compiuta da Eliphas Lévi.[14]
Bisogna usare la massima cautela per evitare le impersonificazioni fraudolente dell''ombra'. Naturalmente è facile, ma di regola sconsigliabile, evocare l'ombra di un suicida, o di una persona morta all'improvviso o di morte violenta. A che serve un'operazione del genere, oltre a soddisfare la curiosità e la vanità?
E' doveroso aggiungere qualche parola sullo spiritismo, che costituisce una sorta di necromanzia indiscriminata per dilettanti, e forse sarebbe preferibile parlare di necrofilia. Gli spiritisti si rendono perfettamente passivi e, anziché impiegare qualche metodo di protezione, invitano volutamente tutti gli spiriti, i demoni, gli involucri dei morti, tutti gli escrementi e il sudiciume della terra e dell'inferno a coprirli di fango. L'invito viene accettato prontamente, a meno che sia presente un uomo puro, con un'aura di bontà capace di spaventare questi immondi abitatori dell'abisso.
Nessuna manifestazione spiritica ha mai avuto luogo in presenza di Frater Perdurabo, e men che mai in presenza del Maestro Therion![15]
Tra tutti gli esseri che Egli ha conosciuto, colui che possedeva la mente più sudicia e la bocca più immonda era il più illustre degli spiritisti inglesi, un giornalista e pacifista la cui fama aveva varcato i confini dell'Europa. Era capace di interrompere qualunque conversazione per raccontare una stupida storiella oscena, e non riusciva a immaginare una società che si radunasse per scopi diversi da 'orge falliche'. Assolutamente incapace di attenersi a un dato argomento, continuava a trascinare la conversazione sull'unico tema al quale pensava veramente: il sesso, le perversioni sessuali, il sesso, il sesso e ancora il sesso.
Questo era, chiaramente, il risultato del suo spiritismo. Tutti gli spiritisti, più o meno, si riducono così. Sentono il sudiciome dovunque; le loro aure sono lacere, sporche e maleodoranti; trasudano il liquame dei cadaveri in putrefazione.
Nessuno spiritista, quando è completamente irretito dal sentimentalismo e dai fantasmi delle paure freudiane, è capace di pensiero concentrato, di volontà perseverante o di dirittura morale. Privo d'ogni scintilal della luce divina che gli spettava per diritto di nascita, preda prima ancora della morte degli orriti abitatori della tomba, lo sventurato, simile al cadavere mesmerizzato e vivente del Signor Valdemar di Poe, è "una massa semiliquida di orrenda, disgustosa putredine".
Lo studioso di questa Santa Magia è esortato a non frequentare tali sedute e a non consentire che si svolgano in sua presenza.
Sono infatti contagiose come la sifilide, più mortali e disgustose. Se la vostra aura non è abbastanza forte da inibire ogni manifestazione delle orrende larve che hanno preso dimora in loro, sfuggiteli più che se fossero lebbrosi![16]

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(Amore Eterno)